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Lorenzo de’ Medici

Congiura dei Pazzi

Sebbene fosse una massima della politica medicea mantenere stretti legami con la Santa Sede, i rapporti tra Lorenzo e Papa Sisto non furono sempre cordiali. Il Pontefice era molto dispiaciuto quando la diplomazia di Lorenzo raggiunto un’alleanza tra Firenze, Venezia, e Milano, per una tale combinazione era più di una partita per gli eserciti della Chiesa. Sisto si sentiva ostacolato nelle sue ambizioni di espandere il territorio papale e a disagio per la sicurezza di ciò che la Chiesa già deteneva. La sua ostilità crebbe quando apprese che Lorenzo stava cercando di acquistare la città di Imola, che erastrategicamente importante. Di conseguenza il Papa acconsentì a un complotto progettato per liberare Firenze sia da Lorenzo che da suo fratello Giuliano. I principali cospiratori erano la famiglia Pazzi, una casa bancaria rivale e acerrimi nemici dei Medici. Il piano era quello di assassinare i due fratelli in un momento in cui la loro guardia sarebbe stata abbassata, durante la celebrazione della Messa della domenica di Pasqua, 26 aprile 1478. Giuliano è stato ucciso, ma Lorenzo è fuggito con ferite. Il popolo di Firenze si riunì allo standard mediceo e visitò una terribile punizione per gli sfortunati cospiratori, molti dei quali non sopravvissero alla giornata. Tra gli uccisi c’era Francesco Salviato, Arcivescovo di Pisa.

Il Papa, infuriato, scomunicò Lorenzo e pose un interdetto sulla città. Nel 1479, in mezzo a una tensione insopportabile, Sisto e il re Ferrante (Ferdinando) di Napoli dichiararono guerra a Firenze. Lorenzo, sapendo che la sicurezza della sua città e della sua dinastia erano in gioco, intraprese l’avventura più pericolosa della sua colorata carriera. Andò via mare a Napoli, praticamente mettendo la sua vita nelle mani del re. Ferrante è stato conquistato dal fascino di Lorenzo e la sua argomentazione persuasiva che non avrebbe fatto per l’Italia di essere diviso o Firenze distrutta. Lorenzo tornò a Firenze con il dono della pace e fu accolto con grande gioia. Sisto era amaro, ma a malincuore si inchinò alla necessità e nel 1480 fece la pace. Il controllo di Lorenzo su Firenze e sui suoi possedimenti non sarebbe stato nuovamente messo in discussione.

Una nuova costituzione del 1480 semplificò la struttura del governo fiorentino. La Signoria, o ramo esecutivo, scelse 30 cittadini, che a loro volta ne selezionarono altri 40, tutti per servire a vita in un nuovo consiglio. Quindi avanti tutti gli altri rami, tra cui la Signoria, sono stati responsabili di questo Consiglio permanente di Settanta. Dal momento che il consiglio è stato riempito con gli aderenti di Lorenzo, l’effetto del cambiamento costituzionale è stato quello di rendere la sua tirannia più evidente. Sotto questo dominio la prosperità di Firenze crebbe, principalmente attraverso le banche e il commercio. Non ultimo dei contributi di Lorenzo a questa prosperità fu la pace che la sua diplomazia, dal 1480 fino alla sua morte, mantenne tra Firenze e il resto d’Italia.

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